• Loghi #2

    loghi-mock-up

    Nel primo semestre di quest’anno ho realizzato due loghi per due tipologie di clienti diverse.

    LABOS-RE

    Un’agenzia immobiliare con sede a Venezia, che si occupa di vendite e locazioni di immobili di prestigio.
    Le coordinate sulle quali costruire il logo sono state rigorosamente fedeli e didascaliche a questo concetto.

    labos-re

    Infatti, come potete vedere, pur garantendo pulizia ed equilibrio al logo, non mi sono spinto verso territori di creatività inaudita.
    Non è che il logo sia una schifezza, non vorrei mi fraintendeste: è un logo onesto, pagato il giusto, che non cambierà il mondo ma che neanche lo imbruttirà.

    BS8 FORMA

    BS8 Forma è più che un’azienda un piccolo sogno da appassionato di rally: creare cerchioni integrali, in lega, della foggia di quelli usati da un vecchio e glorioso modello di BMW che ha spopolato negli anni Ottanta. Un’idea imprenditoriale di nicchia, fatta con qualità e passione, che nella visione del fondatore potrebbe poi espandersi ad altre tipologie di cerchione da sport.

    Dopo qualche tentativo per venire incontro al gusto del cliente, la versione definitiva del logo prevede un cerchione stilizzato che combina una vista assonometrica a una frontale, definite con linee di taglio interne.

    logo-bs8-1

    Il risultato è un pittogramma di un certo dinamismo, che racchiude sia la natura progettuale che concettuale dell’azienda.

    A questo viene associato il nome nei due sviluppi orizzontale e rettangolare, per agevolare l’impiego del logo in vari ambiti.

    logo-bs8-2

    logo-bs8-3

    Ed eccolo nella versione “luccicosa” per l’utilizzo su web e nei video:

    logo-bs8-4

    Per entrambi i loghi, come sempre, ho realizzato un logo manual per regolarne l’applicazione su l’impiego in stampa, formato digitale e sagomatura.


  • Bianconiglio 2014

    logo-da-video

    Cliente: Bianconiglio
    Gruppo di lavoro: I AM Comunicazione

    Per la campagna 2014 del BIANCONIGLIO (un music bar all’aperto che si trova a Vittorio Veneto), ho realizzato una campagna pubblicitaria su carta e web, partendo dal concetto di origami e sviluppandolo. Volevo far risultare il coniglio del logo come fosse un lavoro fatto piegando la carta, alla maniera dell’antica arte giapponese. Dopo aver provato fisicamente a realizzarlo e avendo ottenuto un mostro senza forma con due orecchie lunghissime, ho ripiegato sulla creazione digitale dell’origami!

    logo-bianconiglio-origami

    L’ho costruito “ricalcando” il logo in Illustrator, dando verosimiglianza alle pieghe della carta per dare l’idea di un origami (anche se irrealizzabile…); ho aggiunto poi in Photoshop le ombre e le profondità.

    origami-animato

    TEXTURE

    Ho realizzato poi, sempre partendo dal logo, una texture che avesse due valenze: sia per fare da fondale alla comunicazione carta e video, che per gli allestimenti interni al locale. Con essa è stata realizzata infatti la nuova carta parate di colonne e paretine che circondano il bancone del bar. Questo il modulo base della texture:

    texture-modulo

    PLANNING COMUNICAZIONE

    Una volta realizzate questi due elementi base, ho realizzato manifesto, pieghevole e video.

    La comunicazione del Bianconiglio è divisa in 3 fasi temporali, lungo i 6 mesi di apertura: aprile-giugno, luglio-agosto e settembre. Ho quindi pensato anche a realizzare un claim per la comunicazione che potesse essere declinato in 3 versioni rimandando sempre però alla stessa radice. Ho “coniato” quindi tre termini per le tre fasi:

    BIANCOMINCIA (aprile, con l’inaugurazione, fino a giugno) – BIANCONTINUA (per il bimestre luglio/agosto) – BIANCONCLUDE (per il mese finale di settembre)

    manifesto-biancomincia

    manifesto-biancontinua

     

    pgv1-01

    pgv1-02

    pgv1-03

    pgv2-01

    pgv2-02

    pgv2-03

     

    Le tre copertine unite, comporranno a fine stagione il coniglietto in origami (la terza deve ancora essere sviluppata, questo è solo una bozza a grandi linee):

    unione-copertine-pieghevoli

    TESTI

    Sul pieghevole inoltre, per spiegare in poche parole cosa offre il Bianconiglio, ho scritto dei brevi capoversi romanzati che includessero la maggior parte delle cose che si possono trovare nell’area attrezzata, ma che raccontassero una breve storia. Su questi brani, soprattutto sul primo, ci sono state critiche e numerose sopracciglia alzate, quasi fosse un testo melenso e poco adatto al Bianconiglio. Ve lo riporto:

    pgv1-03-testo

    Le perplessità sono nate dagli avventori che frequentano quasi giornalmente il bar nel periodo estivo, perché si son sentite a disagio nel leggere di un bar dove possono nascere sentimenti diversi da euforia, ironia e senso di appartenenza a un gruppo. I frequentatori di un music bar di solito sono abituati, graficamente parlando, a un sistema di segni, colori, codici e messaggi più “rock”, in cui i concetti di esclusività, libertà, strafottenza e potenza sono i segni distintivi. Invece quest’anno al Bianconiglio, d’accordo con la gestione, ho voluto virare la comunicazione per aprire anche alle famiglie (c’è una zona giochi per i bimbi e quando non ci sono concerti è un posto molto tranquillo dove prendere il fresco) e dare un messaggio, passatemi la parola, “spensierato”. Le perplessità quindi erano previste, calcolate e messe a preventivo. I risultati si sono visti perché la clientela si è ampliata e ha coperto fasce di orari in cui negli anni precedenti si registravano invece cali di affluenza. Non è certo merito esclusivo e diretto della redazione di un testo, o di una scelta di colori. Però tutto fa brodo.

    Mentre il primo testo girava attorno alla storia di due ragazzi innamorati, il secondo (per il pieghevole di luglio e agosto), si focalizza sull’amicizia e l’estate senza pensieri, vissuti da un ragazzo o da una ragazza come tanti:

    pgv2-03-testo

    Finora nessuna critica… 😀

     VIDEO

    Ho poi realizzato, sempre con in sottofondo la tematica dell’origami, anche dei video da rotazione per il chiosco del bar. In essi c’è la programmazione delle tre sezioni e qualche highlight sulle offerte del Bianconiglio. Sono due le versioni per ogni video: una lunga, per lo schermo offline sopra il bancone e una corta per youtube:

     

    ALLESTIMENTI

    Per spingere la cucina del Bianconiglio e offrire alla clientela un’informazione più ordinata che in passato, ho realizzato delle foto al cibo e alle bevande, per l’allestimento del chiosco. Alla classica foto food ho collegato alcuni dettagli grafici coordinati con la grafica del materiale pubblicitario 2014.

    bruschetta hotdog piadina-rustica piadina-vegetariana pizza toast

    Inoltre, per dare visibilità all’happy hour, ho realizzato un’icona e un cartello ispirandomi proprio ad Alice nel Paese delle Meraviglie, da dove viene il Bianconiglio. Ecco che l’happy hour diventa il Non Compleanno festeggiato ogni giorno dal Coniglio Bisestile e i suoi amici.

    espo-happyhour

    Il lavoro continua perché manca ancora la sfornata di settembre, ma avevo comunque piacere di condividere il percorso fatto fino ad ora.

    Se non siete di Vittorio Veneto ma volete venire a vederlo, lo trovate qua. Magari fatemi uno squillo e ci vediamo là per una birretta a fine giornata!


  • Piccolo Teatro Dante

    cipria

    Cliente: Piccolo Teatro Dante

    All’inizio di giugno è cominciata nella mia città una rassegna teatrale all’aperto, molto interessante, per la quale serviva un’immagine che racchiudesse in sé il senso del progetto. Piccolo Teatro Dante è, diciamo così, il cantiere dell’Accademia Teatrale “Lorenzo Da Ponte, in cui allievi di tutti i livelli portano sul palco gli spettacoli preparati durante l’anno. La rassegna estiva del Piccolo Teatro Dante è organizzata all’aperto, negli spazi del Dante International College, su di un palco disegnato e costruito da collaboratori, insegnanti e allievi dell’Accademia stessa.

    È stato concepito sul modello dei palchi rinascimentali inglesi: tutti gli spettacoli della rassegna, vengono rappresentati alla luce del tramonto, senza “buio in sala” e con il pubblico molto vicino, per un’esperienza unica di compartecipazione che rende ogni spettacolo “vivo” e appassionante. Si trova ai limiti di un boschetto di pini, in gran sintonia con la natura circostante e fornisce lo spazio per recitare anche in scene corali.

    Le fotografie scattate per l’occasione da Sonia De Boni, fotografa di scena e collaboratrice dell’Accademia, sono due ritratti in costume di due personaggi che ritroviamo nella rassegna: Puck, l’essere magico presente in “Sogno di una notte di mezz’estate” di William Shakespeare e Agave, la madre di Penteo ne “Le donne di Tebe”. Come vedete sono foto da studio, fatte su fondo continuo e in luce neutra per non restringere il mio campo di intervento, ma per darmi invece modo di avere libertà.

    Rassegna_estiva_2014-SoniaDeBoni_332    Rassegna_estiva_2014-SoniaDeBoni_33Rassegna_estiva_2014@SoniaDeBoni_332

    Su queste foto ho operato per dare magia. In poche parole è proprio così… Volevo che passasse l’idea che il teatro è un mondo fatto di parole, suggestioni, descrizioni del reale unite a divagazioni fantastiche. Un luogo magico che niente ha a che fare con il pregiudizio ormai diffusissimo, di un posto polveroso, stantio, autoreferenziale e per pochi eletti.

    puck  agave

    Inoltre per sottolineare come la location fosse fortemente a contatto con la natura, ho inserito i due personaggi in un bosco e aggiunto effetti luce “drammatici” per esaltare appunto il senso di meraviglia e magia.

    Qui sotto le varie fasi della costruzione delle due immagini:

    puck-animato

    agave-animata

    Per chi fosse interessato alla rassegna (merita: ci recito anch’io! 😉 ) può dare un’occhiata anche al pieghevole:

    icona-pgv


  • Blues Pub

    dettaglio-cover

    Cliente: Blues Pub

    Gruppo di lavoro:

     

    Nell’inverno del 2012/2013, mi è stato commissionato un menu per un pub. Il locale è arredato in stile “blues”, intendendo con questo l’insieme di suggestioni, citazioni e icone che derivano in primis dalla musica blues e anche dall’immaginario cinematografico della leggendaria pellicola “Blues Brothers”. Il menu doveva contenere immagini delle pietanze e delle bevande, ma anche avere uno stile molto grafico e che riprendesse (anch’esso) gli stilemi dell’iconografia blues.

    Dal punto di vista tecnico, il lavoro che è stato fatto si è basato su due capisaldi: chiarezza del testo e appetibilità delle foto e della presentazione dei piatti. Ci siamo quindi immaginati un menu che contenesse finti vinili blues, rimandi al film di Landis e cromie tra il vintage e l’alimentare, in modo tale da non dare l’effetto “fototessera della stazione” ai piatti fotografati.

    intera-cover

    È infatti un problema diffuso nei menu a basso budget (che sono la maggioranza) la scarsa qualità delle fotografie che non dipende assolutamente dalla qualità delle pietanza, ma spesso soltanto da errate luci, errati viraggi dei colori e scontorni approssimativi della pietanza stessa. Abbiamo noi invece (grazie anche alla sapienza di Gaetano e Federica, di Studio Love) puntato molto sull’atmosfera della foto, già in formato nativo, prima che fosse poi trattata da me in post-produzione.

    interno

    Abbiamo dovuto poi integrare sponsor tecnici nell’impaginato, e abbiamo preferito farlo dando continuità al lavoro, senza toppe incoerenti con l’insieme. Li abbiam fatti apparire come fossero vecchi box vintage di fornitori “blues”.

    sponsor

    Il risultato? Il risultato si è visto non solo nella soddisfazione del cliente di trovarsi per le mani un bel prodotto, ma anche nel riscontro concreto: l’incremento di vendite nel settore cucina è stato del 150% e del 200% circa per i piatti fotografati. Un bell’esempio di cosa vuol dire usare le nozioni fondamentali di marketing e di come sia facile immedesimarsi negli avventori di un pub per il mio gruppo di lavoro… Vado a farmi una birretta, ciao!

    retro

    dettaglio-blues


  • Accademia Teatrale “Lorenzo Da Ponte”

     

    Cliente: Accademia teatrale “Lorenzo Da Ponte”

    Gruppo di lavoro:

    Per la nuova sede dell’Accademia, ora presso l’istituto paritario “Dante Alighieri”, ho realizzato del materiale informativo stradale. Il telo che vedete è posto all’entrata carrabile dell’istituto ed è la semplice pubblicazione dei loghi dell’Accademia e del piccolo teatro off collegato, il Piccolo Teatro Dante. Ho realizzato il telo in modo che fosse ovviamente chiaro e visibile per chi avesse avuto bisogno di cercare l’entrata, aggiungendo un piccolo “divertimento”. I loghi infatti sono posizionati all’interno di cornici come fossero quadri. Il finto riflesso del vetro proietta l’immagine della via che sta davanti al telo. Un giochino fatto grazie a Google Street View e qualche aggiustamento in Photoshop. Noi grafici ci si diverte con poco, alle volte.

     

     


  • Calcio Femminile Vittorio Veneto

    Cliente: Calcio Femminile Vittorio Veneto

    Gruppo di lavoro:

    Come si può dare una mano a una squadra di ragazze sprintose e simpaticissime, che militano arrogantemente in serie A2, per farsi notare nella loro città, che a malapena sa che esiste una squadra di calcio maschile? Le si spoglia.

    Ora, se fossi più contaminato dal mio lavoro forse le avrei spogliate davvero, perché il mondo si muove ancora soprattutto perfortuna purtroppo con il sesso. Ma, a parte che non avrei avuto l’autorità per imporlo, non mi sembrava in questo caso neanche tanto efficace. L’efficacia vera secondo me doveva passare dallo strisciante maschilismo che serpeggia nell’ambiente sportivo. Quell’atteggiamento un po’ sciovinista che non ammette che le donne possano avere risultati nello sport alla pari degli uomini. O che, peggio ancora, non possano proprio neanche mettersi a giocare, per esempio, a calcio.

    Il giochino è stato quello di provocare usando il luogo comune come cuneo per crepare il pregiudizio. E la frase scelta è stata:

    usando il termine “roba” per spingere a fondo sul registro del pregiudizio. Una frase buttata fuori senza pensare, come molte volte si fa sminuendo la donna, senza accorgersene.

    Da qui siam partiti e abbiamo realizzato cartoline, affissioni, manifesti e immagini per i social network inserendo nella composizione grafica la frase e i ritratti di alcune tra le atlete della squadra.

    Il dubbio era: le mettiamo sporche di erba, terra e spettinate? Oppure tutte agghindate e pronte a fare quattro salti in discoteca?

    La strada scelta, come sempre, è stata la terza: tiriamo fuori dalla foto il loro lato femminile. Quello spontaneo, naturale, giusto un po’ sistemato. Come la freschezza di una ragazza pronta ad andare in centro per farsi una passeggiata, senza nessun altro obiettivo che stare tranquilla e contenta di se stessa.

    Le foto di Tushio sono state perfettamente in tema e il risultato è questo:

     

     

     

     


  • “Un capolavoro” di Marco Sforza

     

    Il nuovo cd del mio amico cantautore di Reggio Emilia Marco Sforza si intitola ironicamente (ma neanche poi tanto) “Un Capolavoro”. Marco e io siam amici da sette anni e sebbene ci si veda di rado, abbiamo modi molto simili di intendere le cose. Per questo, e anche per sana curiosità professionale, ho accettato di buon grado di realizzare la grafica del suo cd, confrontandomi a distanza con lui su cosa fosse più o meno adatto inserire.

    Dopo una prima fase in cui abbiamo cercato di far stare nel booklet alcune fotografie di backstage, nel classico stile zeppo di understatement dei cantautori indipendenti, abbiamo virato bruscamente verso una direzione molto più interessante. Ho detto a Marco: “Ma scusa, ma se il cd è un capolavoro, se tu sei un capolavoro… perché non immortalarti come tale, dentro quadri immortali che sono già di loro un capolavoro?”. Da questo spunto iniziale abbiamo scelto di rappresentare le canzoni come fossero quadri al museo, o didascalie di quadri; al posto delle foto di backstage, sei quadri famosissimi ai quali ho applicato, seguendone lo stile, il faccione di Marco.

    Le opere utilizzate sono:


    “Autoritratto con cane” di Antonio Ligabue – “Ritratto di musico” di Leonardo Da Vinci – “Ritratto del dottor Gachet” di Vincent Van Gogh

     

    “Portrait des Léopold Zhorowsky” di Amedeo Modigliani – “I tre ballerini” di Pablo Picasso – “Baccanale degli Andrii” di Tiziano

     

    Il lavoro è stato arduo, perché ho praticamente sfregiato roba che non son degno neanche di guardare… Però dissacrare fa parte del bagaglio di un artista come Marco e anche del mio, sia come musicista a mia volta, sia come professionista della comunicazione.

    Penso infatti che dissacrare significhi sorprendersi di come l’autorevolezza di un’opera, un capolavoro, sia una sovrastruttura effimera, un’attribuzione di valore che può essere sovvertita da un momento all’altro; giovando sia a chi la fa che a chi la subisce, la dissacrazione permette spesso infatti di aprirsi a nuovi significati del reale, o a nuove prospettive di interpretazione; l’avvitamento semantico ed epistemologico del conosciuto è il germe iniziale della creatività. Essa serve a mescolare cose conosciute, per trovare miscugli nuovi e ulteriori, che siano più grandi della somma degli addendi.

     

    Interno del cd. Sul pomello dell'asta, nell'inlay sotto al cd, abbiamo inserito anche il riflesso della faccia di Marco.

    La label del cd riproduce le tende oscuranti che siamo soliti vedere nei palazzi museali.

    Antonio Ligabue "marcosforzizzato".

    Vincent Van Gogh "marcosforzizzato".

     

    Leonardo Da Vinci "marcosforzizzato".

    Amedeo Modigliani "marcosforzizzato".

    Pablo Picasso "marcosforzizzato".

    Tiziano "marcosforzizzato" e in terza di copertina i credits e una foto corale della band che accompagna Marco.

     

     

     

     


  • Il Dante

     

    Cliente: Istituti Paritari “Il Dante”

    Gruppo di lavoro:

     

    Gli istituti paritari “Il Dante” sono il risultato in divenire di una sfida. L’ex collegio vescovile “Dante Alighieri”, dopo anni di preoccupazioni legate alla decrescita negli iscritti, ha cambiato forma e si è rimesso in gioco come istituto formativo di respiro europeo, facendo leva sulle sue virtù strutturali: la capacità di accogliere, di collegarsi a realtà internazionali e la possibilità di fornire anche un indirizzo sportivo, grazie alla dotazione di strutture, frutto di anni di investimento.

    Al mio gruppo di lavoro è stato chiesto di trovare un’immagine coordinata per le comunicazioni di eventi. In un secondo momento anche di completare la comunicazione creando un video promozionale e alcuni strumenti di prima divulgazione. Abbiamo realizzato infatti un volantino e una minibrochure, in cui sono contenuti a mo’ di vademecum solo le informazioni principali. Questo è stato deciso tenendo presente che il veicolo del materiale stampato sarebbe stato essenzialmente “fisico”, durante incontri tra preside e genitori, o tra professori e famiglie, o ancora in occasione di fiere presentative di istituti privati. Aallo scopo di essere flessibili nella presentazione orale dei servizi, senza appesantire la comunicazione stampata, le pagine sono state concepite per essere scorse e dare una suggestione, legata a parole chiave principalmente ma anche alle immagini.

    Il primo step, è stato appunto la gabbia di impaginazione per eventi collaterali organizzati dall’istituto. Sono questi degli eventi formativi, di approfondimento ed espansione della professionalità dei docenti, ma anche per la divulgazione e l’aggiornamento degli studenti e delle loro famiglie. Per realizzare questa gabbia, ho collaborato con Alessandro Zandonà, allievo promettente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e stagista di I Am durante gli scorsi mesi estivi. Sua l’idea principale di creare una curva che firmasse il logo, ricavandola dall’inclinazione della “D” presente nel logo.

    A partire quindi da questa gabbia, ho realizzato le locandine e i pieghevoli degli eventi, in cui la cromia cambiava in base alla tipologia dell’evento o all’opportunità estetica:

     

     

     

     

    Il secondo stadio del lavoro, come anticipato, è stato quello di completare la comunicazione coordinata dell’istituto tramite una brochure e un pieghevole. Successivamente affiancati anche da un video di presentazione. Questo secondo step ha avuto l’obiettivo di dare all’istituto una veste nuova, in corrispondenza con gli obiettivi di ripresa e di rilancio dell’offerta formativa.

     

     


    _________________________________________

    IL VIDEO


  • Loghi

    In questi anni ho avuto il piacere di realizzare, per mio conto o per le agenzie in cui ho lavorato, un numero considerevole di loghi. Uso non a caso il termine “piacere” perché se devo identificare una delle cose più gratificanti o stimolanti nel mio lavoro, bè, questa è proprio una di quelle. Realizzare un logo è un qualcosa di così inquantificabile, ingestibile, improbabile (ed esattamente anche tutto il contrario) da essere quasi un’arte, invece di un lavoro.

    Per realizzare un logo, bisogna avere dalla propria una particolare predisposizione. Quantomeno uno spirito di osservazione allenato. Diciamo che io non è che ce l’ho più di altri, ma mi piace sfidarmi per fare cose belle. A detta di alcuni, a volte, ci riesco pure.

    Non mi ricordi chi mi disse per la prima volta la frase che ora riporterò, ma è sempre stata per me consolazione e balsamo di dignità:
    “Per fare un logo è vero, possono bastare dieci minuti. Ma ci vogliono tutti i miei quindici anni di carriera più quei dieci minuti per farlo bene.”

     

    ACCADEMIA LORENZO DA PONTE

    Si tratta di un logo per un’accademia teatrale di Vittorio Veneto, nella quale si svolgono corsi e workshop destinati ad amatori e professionisti. Il logo prende spunto dalle arcate dell’architettura del Teatro Lorenzo Da Ponte, nel quale viene svolta la maggior parte delle attività.

    KMAR Commerciale

    Un’azienda che si occupa di import export di pavimentazioni in legno, che però ha dalla sua una certa flessibilità e si propone anche come operatore commerciale in altri ambiti, come quello enologico. Mi piaceva l’idea di un logo che esprimesse questa dinamicità, che rappresentasse il talento imprenditoriale di superare le barriere (date dalle aste dritte delle due lettere dell’acronimo) attraverso un tragitto a freccia.

    PEPE

    La testata per il progetto editoriale PEPE si ispira agli stili contemporanei nel campo del design per un logo che esprima classe e freschezza. Il sottotesto racchiude gli ambiti di competenza della rivista, in un gioco di parole nel quale vengono compresi enogastromia, gusto, moda, attualità.

    VIVIRADIO

    Una webradio per la quale ho realizzato anche il sito web, in cui lo studio del segno l’ho voluto concentrare su immediatezza e spontaneità. Da qui l’idea di una firma, una sigla, fatta in un unico segno, sostenuto dal nome esteso della radio.

    ROTARACT CONEGLIANO VITTORIO VENETO

    In questo caso si tratta di una via di mezzo tra un restyling e un’integrazione, visto che al logo pre-esistente ho dovuto inserire la specificazione territoriale. Dopo alcune proposte, è stata scelta la strada didascalica ma chiara di indicare le due realtà geografiche tramite i simboli cittadini più conosciuti: il castello per Conegliano e la Vittoria Alata (la Nike di Samotracia) per la città di Vittorio Veneto.


  • Pepe

    PEPE | food | good | mood |

     

    Cliente: Associazione PEPE

    Gruppo di lavoro:

     

    Al mio gruppo di lavoro è stato affidato il progetto di costruzione grafica e contenutistica di una rivista enogastronomica, che avesse come cardine la particolarità degli argomenti trattati. Una sorta di pila che si accende sulle nicchie del gusto o su nuove realtà in via di espansione. Una rivista che si dovesse tenere su un tono medio alto, con incursioni anche nel mondo del design, dell’arte e della cultura.

    Per affrontare questo lavoro, mi sono soffermato innanzitutto sulla gabbia di impaginazione, basandomi sulle mie conoscenze in merito e sulla consultazione di preziose guide come questa di Baroni e come… i giornali stessi, con i loro formati e le loro particolarità.

    Costruire un giornale infatti non è la semplice creazione di una sequenza di articoli ma bisogna dare all’impaginato pulizia, coerenza, ritmo, in modo tale da renderlo piacevole alla lettura e accattivante per la (ormai sempre più) limitata capacità di concentrazione del lettore medio, sempre più incapace di sostenere articoli lunghi e attratto invece da foto con appeal suggestivo e da titoli e testi che “tirino avanti”, ovvero abbiano uno stile sintetico, divertente, fantasioso. Questo però va di pari passo con una visione editoriale che guarda anche all’inserzione come pilastro fondamentale. Bisogna cioè garantire al magazine un’entrata che sostenga le spese e contemporaneamente va assicurata all’inserzionista una buona visibilità e una gradevole fusione con i contenuti del magazine stesso.

    Per quanto riguarda la mia parte di lavoro dovevo inventarmi questa famigerata gabbia, trovare caratteri tipografici che andassero d’accordo con lo stile del magazine, decidere con il fotografo come dovevano “tirare” gli scatti, progettare una copertina e un metodo per progettare le copertine, dare un’anima e uno schema a rubriche, pubbliredazionali e pagine particolari.

    Il risultato del lavoro di sei mesi è PEPE, un magazine che nella sua presentazione ufficiale ha meravigliato e stimolato positivamente gli addetti ai lavori nel campo dell’enogastronomia e del mercato parallelo del food style. Questo per (a sentir loro) il suo stile di rottura che vira decisamente dal paludato sistema editoriale delle riviste classiche, senza però atterrare nel caos delle riviste per il pubblico giovane. Un buon risultato per me, che mi ha già garantito altri lavori, dandomi soddisfazione.

    Nelle foto che seguono troverete il primo numero, mentre sto lavorando al secondo. Copertina, infografica, rubriche iniziali e gabbie varie.

    Il PDF completo del primo numero lo trovate nel sito di Pepe ovvero qui.

     

    La copertina del primo numero prende spunto dalle icone sacre per sdrammatizzare l'enogastronomia.

    Logo di Pepe

    Logo di Pepe. "Pepe: food good mood"

    Brossura a filo refe, per 72 pagine patinata opaca Gardapat Kiara più copertina con plastificazione lucida

    Brossura a filo refe, per 72 pagine patinata opaca Gardapat Kiara più copertina con plastificazione lucida

     

     

    Nelle prime pagine, un'infografica spiega alcuni concetti base. In questo numero spiega cos'è il Triveneto. Questa operazione è stata voluta perché il magazine viene distribuito sul mercato internazionale e l'infografica, con la sua natura immediata e gradevole, è stata ritenuta utile per spiegare (soprattutto al pubblico USA) cosa esiste attorno a Venezia...

    L'indice di Pepe

    L'indice del magazine con colophone e foto paesaggistica d'autore

    Pepe in grani: le rubrichette a inizio magazine

    Pepe in Grani: le rubrichette a inizio magazine, quelle veloci da leggere e con le curiosità dal mondo dell'enogastronomia.

    Pepe in grani: dettaglio

    Dettaglio di Pepe in grani. L'uso di font slegati dalla gabbia e di grafica particolare sono funzionali a dare un antipasto di lettura che non appesantisca il magazine.

    Pubblicità e pagine

    Accostare pubblicità a pagine di contenuto richiede lo studio di colori ed equilibri particolari, in modo tale da esaltare entrambe e non penalizzarne nessuna.

    Pepe in grani: le rubrichette a inizio magazine

    Doppia pagina con testo a calce. Una delle varianti della gabbia studiata.

    Doppia pagina senza testi

    Doppia pagina senza testi

    Gabbia a due terzi di altezza, con studio colore e doppia lingua.

    Gabbia a due terzi di altezza, con studio colore e doppia lingua. Pepe, si distribuisce anche all'estero ed è quindi stato voluto in doppia lingua. Per lo studio della gabbia e dei font bisognava quindi tener conto di questo. Il carattere usato è MINION PRO in corpo 9 su interlinea di 4mm o 11,339 pt

    Credits di articoli e foto

    Nella gabbia è stata data MOLTA importanza ai credits per articoli e foto. Fascette colorate in sintonia con le cromie dell'impaginato, messe in verticale a 4 mm dal bordo interno, in modo tale che nella piega della brossura saltassero subito all'occhio.

     

    Articolo con foto grande

    La ricetta: articolo con foto a piena pagina, due colonne.

    Articolo di approfondimento enogastronomico: foto a piena pagina e testo su 4 colonne con riquadri di richiamo

    Articolo di approfondimento enogastronomico: foto a piena pagina e testo su 4 colonne con riquadri di richiamo.

     

    Moda: gabbia con foto a metà pagina, cappello introduttivo e testo su due colonne.

    Moda: gabbia con foto a metà pagina, cappello introduttivo e testo su due colonne.

    Moda: terza e quarta pagina.

    Moda: terza e quarta pagina con foto riquadrata e texture di fondo.

    Pepe: texture

    Per il magazine e l'immagine coordinata dell'editore, è stata realizzata anche una texture con il logo. Con essa sono state sottolineate alcune scelte di impaginazione, come in questo caso la riquadratura della foto di moda.

    Musica: gabbia semplice.

    Musica: gabbia semplice con titoletti, cappello introduttivo, doppia colonna.

    Titoletti

    In quasi ogni articoli ci sono titoletti a sottolinearne lo stile. Alcuni di essi, come questo per esempio, li ho voluti ironici e dissacranti come lo spirito del magazine.

    Intervista

    Intervista realizzata mettendo sempre con gabbia a due colonne. Uso dei titoli come grafica.

    Pubbliredazionali su Pepe

    Pepe: pubbliredazionali. Gli articoli commissionati fuori dalla redazione vengono diversificati con discrezione. Hanno il fondo colorato e una piccola "P", presa a prestito dal logo di Pepe, posizionata in un triangolino in alto a destra.

    Pubbliredazionali su Pepe

    Pubbliredazionali su Pepe

    La "P" di pubbliredazionale

    La "P" identifica i pubbliredazionali, tenendosi sempre discreta.

    Il PDF completo del primo numero lo trovate nel sito di Pepe ovvero qui.